Il Borgo della Cunziria riapre al pubblico. Sabato 6 giugno lo Zero Day.
Non si tratterà di una inaugurazione ufficiale, ma sabato 6 giugno sarà lo Zero Day del rigenerato Borgo della Cunziria. In attesa del taglio del nastro del 4 luglio, in provincia di Catania, la comunità di Vizzini avrà la possibilità di conoscere cosa è nato dopo due anni di cantiere. Con i suoi dodici edifici recuperati, che ospitano 48 tra sale polifunzionali e antichi ipogei in cui si effettuava la concia delle pelli, il borgo fantasma si è trasformato in un polo per l’innovazione che si candida a diventare destinazione internazionale di eccellenza.
L’antico villaggio dei conciatori (la Cunziria appunto), attivo dal Settecento fino ai primi decenni del secolo scorso, che è stato in letteratura scenario prediletto del massimo esponente del Verismo italiano Giovanni Verga, è oggi un hub culturale in grado di ospitare importanti eventi del mondo accademico e artistico, senza disdegnare le opportunità di turismo esperienziale.
Tra i primi partner del progetto “Cunziria 4.0 – Oltre il Borgo”, che ha previsto il finanziamento dal Ministero della Cultura di 20 milioni di euro del PNRR, Farm Cultural Park è stata incaricata di far nascere il Creative Cultural HUB della Cunziria e ridare presto vitalità al borgo con workshop, mostre e residenze artistiche.
Proprio il noto centro culturale, focalizzato sulla rigenerazione urbana, fondato da Florinda Saieva e Andrea Bartoli, condurrà i cittadini di Vizzini sabato alle 18.00 in un cammino collettivo che partirà dal castello, attraverserà il centro vizzinese e si concluderà alla Cunziria, dove sarà inaugurata la mostra multimediale “Land Rush” di Uwe H. Martin e Frauke Huber. Si tratta di un progetto immersivo dedicato ai temi della crisi climatica, del consumo del suolo, delle migrazioni ambientali e della vulnerabilità delle comunità rurali, che trasformerà fino a dicembre la Sala dell’Adunanza della Cunziria in uno spazio di riflessione e consapevolezza collettiva.
Intanto proprio a Vizzini, da lunedì, è iniziata la residenza dell’artista lituana Jelena Skulis, che fino all’8 giugno lavorerà a stretto contatto con la comunità locale attraverso pratiche di textile art partecipativa, in dialogo con la memoria artigianale e produttiva del borgo. 
Le due esperienze si inseriscono nel programma annuale di attività culturali inserite nella seconda edizione di Radical SHE – Women Quadriennial of Art and Society firmato da Farm Cultural Park, che negli ultimi mesi hanno coinvolto la comunità di Vizzini prima al Comune e poi al Museo dell’Immaginario Verghiano in due workshop sui temi caldi d’attualità.
«Le città e i paesi non cambiano perché arrivano i finanziamenti. Cambiano quando le persone decidono di prendersene cura insieme. Zero Day nasce da questa convinzione. Il 6 giugno non chiediamo alle persone di venire a vedere qualcosa. Chiediamo loro di diventare parte di qualcosa. Perché il futuro della Cunziria e di Vizzini non appartiene a FARM, al Comune o agli artisti. Appartiene alla comunità che sceglierà di costruirlo», queste le parole di Florinda Saieva e Andrea Bartoli fondatori di FARM Cultural Park.
Per l’appuntamento di sabato previsto un ricco programma di interventi, da quello istituzionale del Sindaco di Vizzini Salvatore Ferraro a quello dell’artista Uwe Martin. Il cammino collettivo, accompagnato dalla banda municipale, prevederà altri momenti musicali, performance teatrali e una degustazione di prodotti tipici locali. L’arrivo alla Cunziria è previsto in serata dove sarà inaugurata la mostra Land Rush. Saranno coinvolti anche docenti e studenti del Politecnico di Milano, impegnati in una proposta per la valorizzazione del borgo.
E in occasione dello Zero Day Farm Cultural Park e Val di Kam promuovono a Vizzini un’iniziativa in due giornate dedicata alla valorizzazione culturale dei borghi. Domani (5 giugno) alle 15.00 e sabato alle 10.00, al Museo dell’Immaginario Verghiano, il fondatore di Val di Kam Pierfilippo Spoto terrà un seminario aperto alla comunità locale per condividere il metodo della “Village Experience”, sviluppato dalla sua organizzazione in oltre vent’anni di lavoro sul territorio. L’obiettivo è ragionare concretamente su come Vizzini possa trasformarsi da luogo da visitare a spazio da vivere, narrato e condiviso. Le due giornate vogliono essere insieme un momento di confronto, un laboratorio di ascolto e una sperimentazione sul campo.
Il mese di giugno rappresenterà una sorta di pre-opening del nuovo borgo, che, come detto sarà ufficialmente inaugurato sabato 4 luglio.
Dal 9 all’11 giugno approderà anche l’ottavo workshop internazionale del Dipartimento di Agraria dell’Università di Catania, che coinvolgerà anche gli atenei di Foggia e Udine e sette università europee, portando al borgo oltre 110 tra dottorandi e docenti italiani e stranieri.
Venerdì 26 giugno, nell’aula consiliare del Comune di Vizzini, saranno presentati “Cinquant’anni di Cunziria”. Sarà un racconto di ciò che avvenuto nel borgo dopo l’abbandono della popolazione grazie al contributo dell’archivio storico del quotidiano La Sicilia, che coinvolgerà autorevoli relatori del mondo delle istituzioni e di quello accademico.
A luglio, dopo il taglio del nastro, toccherà al Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’università catanese, che invierà 16 laureati dal 6 al 10 luglio per la summer school “Borghi in transizione: l’antica Conceria di Vizzini come spazio di valorizzazione culturale”. Sarà anche l’occasione per la presentazione dell’ecomuseo sulla storia di Vizzini e il documentario sul patrimonio letterario lasciato da Giovanni Verga.
Il progetto di rinascita dell’antica “Cunziria” (forma dialettale di conceria) è rientrato nel finanziamento europeo del PNRR (Missione 1 – Componente 3 “Turismo e Cultura 4.0” – Investimento 2.1 “Attrattività dei Borghi”) dedicato al recupero di 21 borghi italiani disabitati o a rischio abbandono. Su impulso della Regione Siciliana, il Ministero della Cultura ha destinato 20 milioni di euro al Comune di Vizzini per recuperare le case e le botteghe distrutte dal tempo e dall’incuria e trasformarle in un polo innovativo, in cui far convivere storia, cultura, tecnologia e sostenibilità. Sono dodici gli edifici ricostruiti per un totale di 48 sale e spazi ipogei, fra cui un mulino, che rappresentano un raro esempio di archeologia industriale.
Oggi, da stradine invase dalla vegetazione spontanea e dai resti pericolanti di muri in pietra, è rinato il borgo: un complesso di spazi attrezzati per la formazione, la ricerca, le esposizioni, gli eventi culturali e l’accoglienza di artisti e studiosi. A poche centinaia di metri dal nucleo centrale del borgo, risorge l’antico mulino che ospiterà un laboratorio del miele. Il tutto nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale, con l’introduzione del fotovoltaico e la mobilità interna riservata solo a mezzi elettrici.
Non si tratta soltanto di una riqualificazione infrastrutturale, dunque, ma di una rigenerazione e rifunzionalizzazione, aperto alla comunità e ai visitatori, capace di raccontare le proprie radici guardando al futuro. Un vero e proprio attrattore culturale e turistico di valenza strategica, sia a livello regionale che nazionale. Con “Cunziria 4.0” si sviluppa il concetto di metaborgo, che fonde il patrimonio storico e culturale di un luogo con le tecnologie digitali immersive.
Iscriviti alla newsletter
Post a Comment
You must be logged in to post a comment.
